domani e poi domani
02 dic 2008 Lascia un commento
mi rendo conto di vivere sempre proiettato nel futuro, ma dimenticandomi di vivere il presente. perchè questo?? la vita è una scelta continua, e tante, troppe volte per paura di scegliere e quindi anche di sbagliare, non ho preso una decisione.
«Vivere senza tentare, significa rimanere con il dubbio che ce l’avresti fatta.» Jim Morrison
E’ vero, ma è così terribilmente difficile! Infatti mi rendo perfettamente conto che scegliere e quindi assumermi le mie responsabilità è moolto più arduo che rimanere “neutrale” e subire le scelte altrui.
le cose che contano sono i momenti più alti e più bassi della vita, tutto il resto è un continuo aspettare che accada qualcosa. ecco di cosa ho bisogno: di grandi esperienze!
grandi cadute e grandi cime : queste sono le cose per cui la vita vale la pena di essere vissuta!
però la paura di vivere certi momenti mi blocca….. mi sembra proprio di esistere e non di vivere.
devo cambiare, non posso andare avanti così…
Dio non si taglia
29 nov 2008 Lascia un commento
La scure della Gelmini risparmia gli insegnanti di religione. Che sono 25 mila. E costano 800 milioni l’anno
di Roberta Carlini, da l’Espresso
Zona protetta, qui non si taglia. E neanche si riordina. I 25.694 insegnanti di religione nella scuola pubblica italiana sono al riparo dallo tsunami di tagli e proteste che l’ha investita. Anzi, sono destinati ad assumere un peso crescente, essendo le loro ore intoccabili nella generale riduzione dell’orario delle lezioni in classe. Lo dice anche la Gelmini: macché maestro unico, c’è anche l’insegnante di religione. Che alle elementari e alle materne fa due ore a settimana per classe. Solo che adesso sono due su 30 (o 40, se c’è il tempo pieno), dall’anno prossimo saranno 2 su 24: l’8,3 per cento dell’orario curricolare.
Quadro orario a parte, a fare i conti in tasca alla spesa della scuola pubblica per gli insegnanti di religione si trova qualche sorpresa. A partire dal numero complessivo: in aumento costante, per le massicce immissioni in ruolo fatte negli ultimi anni. Tra il 2004 e il 2007 sono stati assunti oltre 15mila tra maestri e professori di religione. Adesso superano i 25mila, e cifra più cifra meno costano 800 milioni all’anno. Ottocento milioni pagati da tutti, incomprimibili e insindacabili. E non solo perché oggetto di un accordo sottoscritto con uno Stato estero: non è che nei patti col Vaticano siano stati scritti anche i dettagli organizzativi e burocratici, e spesso sono questi a fare la differenza. Un esempio: mentre da tutte le parti ci si affanna per razionalizzare, accorpare, risparmiare, l’insegnante di religione è attribuito rigidamente per classe. Questo vuol dire che c’è sempre, anche se solo uno studente di quella classe opta per l’insegnamento della religione. Ma anche senza arrivare al caso estremo, facciamo un’ipotesi vicina alla realtà di molti quartieri delle grandi città: se ci sono due classi con dieci studenti ciascuna che scelgono la religione, queste non si possono accorpare per quell’ora. Un meccanismo che moltiplica le ore e le cattedre. Diventa interessante, a questo punto, sapere quanti studenti scelgono l’ora di religione, per capire perché il numero degli insegnanti è cresciuto e se potrebbero essere utilizzati meglio: senonché la Pubblica istruzione questa informazione non la fornisce. È un dato che gli uffici statistici del ministero hanno, ma non è a disposizione del pubblico.
Allora bisogna andare alla fonte direttamente interessata, la Cei, per sapere qualcosa. E la Cei ci dice che nella media italiana il 91,2 per cento degli studenti si avvale dell’ora di religione: si va dal 94,6 delle elementari all’84,6 delle superiori. Sembrano tantissimi. E però sono in calo dal 2000 (allora erano sul 94 per cento). Il che segnala un primo paradosso: mentre diminuiva il numero degli studenti ‘avvalentisi’, aumentava quello dei maestri e prof di religione. I quali sono per la maggioranza donne, quasi sempre non ecclesiastici, mediamente un po’ più giovani degli altri insegnanti. Quello che la Cei non dice (e il ministero si guarda bene dal far sapere) è come sono distribuiti: si sa che nelle scuole delle grandi città e nei quartieri con maggiore presenza di stranieri le percentuali scendono molto, ma nel dettaglio non si può andare. Anche perché, qualunque numero venga fuori, vale la rassicurazione del ministro Gelmini: “Gli insegnanti di religione non si toccano”. Può toccarli solo la stessa Curia che ha dato loro l’idoneità all’insegnamento, revocandogliela, anche per motivi morali o personali, come una convivenza fuori dal matrimonio o cose simili. In quel caso, si è stabilito qualche anno fa, l’insegnante di religione immesso in ruolo non perde il posto, ma può far valere i suoi titoli per insegnare altre materie: scavalcando altri precari con meno santi in paradiso.
Razzismo, io ho un sogno
10 nov 2008 Lascia un commento
in Attualità, Diario, Politica
di PIERGIORGIO ODIFREDDI
Il 28 agosto 1963 Martin Luther King pronunciò davanti al Lincoln Memorial di Washington il famoso discorso passato alla storia per la frase I have a dream, «Io ho un sogno», che risuonò più volte come un potente richiamo alle orecchie dei manifestanti per i diritti civili che erano convenuti nella capitale degli Stati Uniti.
Oggi, 45 anni dopo, il Paese che allora viveva ancora nella segregazione razziale ha una donna «negra» come Segretario di Stato dell’amministrazione più conservatrice e antilibertaria del dopoguerra, ha un candidato «negro» alla Presidenza della Repubblica e potrebbe presto avere un presidente «negro».
Rileggere quel discorso rischia dunque di diventare un esercizio di pura retorica. Ma basta focalizzare lo sguardo altrove, dalla nuova America di mezzo secolo fa alla vecchia Europa di oggi, per sentire risuonare in quelle parole un monito attuale e per nulla retorico, che denuncia la condizione vergognosa dei nostri immigrati e dei nostri extracomunitari. Sono loro oggi i veri negri del mondo, anche se la loro pelle non è necessariamente nera, e i loro Paesi d’origine non stanno necessariamente in Africa.
E perciò, amici immigrati ed extracomunitari, è a voi che mi rivolgo per dirvi che, pur dovendo affrontare le asperità politiche di oggi, e probabilmente di domani, anch’io come Martin Luther King ho un sogno ricorrente.
E’ un sogno profondamente radicato nella Costituzione della Repubblica Italiana. È il sogno che un giorno questa nazione si leverà in piedi e vivrà fino in fondo il senso delle convinzioni espresse nell’articolo 3: «Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali». Io ho un sogno: che un giorno incasseremo questo «pagherò» che i costituenti firmarono, e di cui ogni italiano è diventato erede. Un «pagherò» che promette non solo a tutti i cittadini, ma anche a tutti i residenti, che godranno dei principi inalienabili della vita, della libertà e del perseguimento della felicità. È ovvio che oggi l’Italia non sta onorando questo «pagherò», con i suoi immigrati ed extracomunitari. E invece di onorare questo suo obbligo costituzionale l’Italia ha girato loro un assegno scoperto, un assegno che è stato annullato con lo stampo di «fondi insufficienti».
Io ho un sogno: che questo assegno possa essere incassato integralmente, perché mi rifiuto di credere che la giustizia abbia fatto bancarotta. Mi rifiuto di credere che non ci siano fondi sufficienti nel grande caveau delle opportunità offerte da questo Paese. E so che quando sarà incassato, questo assegno elargirà le ricchezze della libertà e le garanzie della giustizia.
Io ho un sogno: che questo assegno possa essere incassato presto, perché altrimenti rischiamo di assuefarci al tranquillante del gradualismo. È questo il momento di realizzare le promesse della democrazia. È questo il momento di rendere giustizia a tutti i cittadini e a tutti i residenti. È questo il momento di abbandonare la desolata pianura della discriminazione. Non ci saranno in Italia né pace né tranquillità fino a quando agli immigrati e agli extracomunitari non saranno concessi i loro diritti di cittadini.
Io ho un sogno: che nel procedere verso la loro giusta meta, gli immigrati e gli extracomunitari non si macchino di crimini e delitti. Che riescano a soddisfare la loro sete di libertà senza bere alla coppa dell’odio e del risentimento. Che conducano sempre la loro giusta lotta muovendosi sul piano elevato della dignità e della disciplina. Che non permettano alla loro protesta creativa di degenerare in violenza fisica. Che si librino sulle alte vette di chi risponde alla forza fisica con la forza d’animo.
Io ho un sogno: che nel procedere verso la loro giusta meta, gli immigrati e gli extracomunitari siano accompagnati da molti dei nostri connazionali, che sono giunti a capire che il destino degli uni è legato a quello degli altri. Che la libertà degli uni è legata a quella degli altri. Che né gli uni né gli altri possono camminare da soli.
E mentre avanziamo uniti, non dovremo mai indietreggiare. A chi ci chiede quando saremo soddisfatti, rispondiamo che non saremo mai soddisfatti. Che non possiamo essere soddisfatti finché gli immigrati e gli extracomunitari saranno vittime di aggressioni e violenze. Finché i loro figli saranno discriminati nelle scuole. Finché non potranno votare, o crederanno di non aver motivo di votare. Io ho un sogno: che un giorno nella sedicente Padania i figli di coloro che un tempo furono meridionali o extracomunitari, e i figli di coloro che un tempo furono leghisti e razzisti, sapranno sedere insieme al tavolo della fratellanza.
Io ho un sogno: che un giorno persino le regioni della Lombardia e del Veneto, oggi così immerse nelle nebbie dell’ingiustizia, oggi così raggelate dal vento della discriminazione, si trasformeranno in oasi di giustizia e libertà. Io ho un sogno: che un giorno persino nei comuni di Treviso e di Verona, oggi istigati da sindaci-sceriffi alla discriminazione confessionale e alla separazione etnica, i bambini infedeli e di colore potranno passeggiare tenendo per mano le bambine credenti e bianche, come se fossero fratelli e sorelle.
Io ho un sogno: che un giorno la bassa pianura in cui scorre il Po verrà elevata moralmente. Che un giorno le sue differenze saranno livellate socialmente. Che un giorno la forza della ragione si mostrerà e tutti la vedranno. È questa la mia fede, una fede laica con la quale io guardo al Nord. Con questa fede laica saremo in grado di strappare alla pianura della disperazione un sorriso di speranza. Con questa fede laica saremo in grado di trasformare le stridenti discordie della nostra nazione in una consonante sinfonia di fratellanza. Con questa fede laica saremo in grado di riconquistare insieme la decenza e di difendere insieme la libertà.
http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplR … e=&sezione
08 nov 2008 Lascia un commento
in Attualità, Diario, Just For Fun, Politica
Darth Vader è stato nominato sottosegretario ai lavori pubblici, dopo che Silvio Berlusconi ha dichiarato che le grandi opere andranno avanti anche a costo di dovere usare la forza.
06 nov 2008 Lascia un commento
” Il nostro mondo necessita di un grande cambiamento per poter andare avanti e progredire. Una nuova onda deve prendere il posto della vecchia e rimediare a tutti i mali fisici, sociali, intellettuali e spirituali del mondo. Come pionieri di questo nuovo movimento , i giovani sono indispensabili. Solo i giovani e solo loro hanno l entusiasmo per portare avanti questo cambiamento. Sono i giovani ad avere l elasticità per cambiare, adattare e migliorare la visione di una nuova società. Senza questa visione il mondo continuerà a stagnare e soffrire ingiustizia e sfruttamento che rappresenta la nostra condizione sociale attuale.
Solo i giovani possono portare avanti il cambiamento del mondo e la visione di una nuova società.”
P.R.Sarkar
Yes, We Can!!!
05 nov 2008 Lascia un commento
in Attualità, Diario, Politica
il titolo del post sarà scontato, ma rappresenta la verità: oggi è stata scritta una pagina fondamentale della storia non solo delgi Stai Uniti d’America, ma di tutta l’umanità.
gli usa sono uno stato pieno di contraddizioni, di problemi, sono uno stato che nel corso della sua storia recente sembra abbia voluto seguire le orme di hitler per imporre il proprio dominio politico, economico e sociale con la violenza in tutto il mondo.
però quando vedo che nonnstante tutto sono un paese che è riuscito ad eleggere un presidente di colore, , dimostrando che tanti anni di lotte forse sono serviti a qualcosa; beh mi vengono i brividi e penso al nostro paese in cui invece riproponiamo le classi separate per gli immigrati.
appena sono tornato a casa dall’uni ho visto in tv il primo discorso dopo l’annuncio ufficilae dell’esito delle elezioni: lo dico di nuovo, ero emozionato come non mai! e subito dopo via giù a valanga le dichiarazioni dei politici di turno a saltare sul carro dei vincitori….
il sogno americano ancora una volta si è realizzato: il popolo ha dimostrato che quando c’è bisogno di un cambiamento bisogna farlo: se non ora, quando? si sono chiesti molti americani a hanno risposto con questo plebiscito per Barack Obama.
Complimenti anche a McCain che si è detto fiero di vivere in un paese che è capace di eleggere un presidente di colore.
NB: oltretutto il programma politico di Obama è molto interessante, leggetelo! (per esempio sostiene la ricerca scientifica, invece noi, boh vabbè!)
nota negativa: gli accaniti avversari di Obama, razzisti andrebbero definiti!, lo chiamano sempre con il suo nome completo :Barack Hussein Obama, dimenticandosi che sono stati proprio loro a instaurare la dittatura di Saddam!
Oggi vi dico, amici, non indugiamo nella valle della disperazione, anche di fronte alle difficoltà dell’oggi e di domani, ho ancora un sogno. È un sogno fortemente radicato nel sogno americano. Ho un sogno, che un giorno questa nazione si sollevi e viva pienamente il vero significato del suo credo: “Riteniamo queste verità di per se stesse evidenti: che tutti gli uomini sono stati creati uguali”. [...] Ho un sogno, che un giorno, sulle rosse colline della Georgia, i figli degli antichi schiavi e i figli degli antichi proprietari di schiavi riusciranno a sedersi insieme al tavolo della fratellanza. Ho un sogno, che un giorno persino lo stato del Mississippi, uno stato che soffoca per l’afa dell’ingiustizia, che soffoca per l’afa dell’oppressione, sia trasformato in un’oasi di libertà e di giustizia. Ho un sogno, che i miei quattro bambini un giorno vivranno in una nazione in cui non siano giudicati in base al colore della loro pelle, ma in base al contenuto del loro carattere. (dal discorso al Lincoln Memorial di Washington, 28 agosto 1963)
Martin Luther King
02 nov 2008 Lascia un commento
“IF YOU GIVE MORE MONEY TO THEORETICAL PHYSICS,
IT DOESN’T DO ANY GOOD IF IT JUST INCREASES THE NUMBER
OF GUYS FOLLOWING THE COMET AHEAD. SO IT IS NECESSARY TO
INCREASE THE AMOUNT OF VARIETY…..
AND THE ONLY WAY TO DO IT IS TO IMPLORE YOU FEW
GUYS TO TAKE A RISK WITH YOUR LIVES, THE RISK THAT YOU
WILL NEVER BECOME FAMOUS, THE RISK THAT YOU WILL NEVER
BE HEARD AGAIN, THE RISK OF GOING OUT IN THE WILD BLUE
YONDER AND SEE IF YOU CAN FIGURE IT OUT.”
R.P.FEYNMAN
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